Riflettori puntati su Banca Generali e l’innovativo servizio BG Personal Advisory. La rivista specializzata “Private”, edita da Blue Financial Communication, ha infatti dedicato la copertina del numero di febbraio all’Amministratore Delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa.

Nell’intervista rilasciata al direttore Andrea Giacobino, Mossa entra nel merito della “nuova rivoluzione” che attende la Banca con il lancio di BG Personal Advisory.

“L’innovazione è il nostro paradigma – ha affermato l’Amministratore Delegato – non esistono rendite di mercato in questo settore dove la qualità diventa sempre più tangibile agli occhi dei risparmiatori. L’evoluzione della tecnologia e della domanda sta cambiando molto velocemente. La crescente complessità del sistema e la perdita di produttività delle imprese sono evidenti. Occorre semplificare, reindirizzare il proprio focus solo sulle priorità che connotano il proprio business. Questo è il nostro profondo credo. La storia ci sta insegnando che per servire al meglio la clientela occorre dedizione assoluta e non solo da parte del banker. La banca deve avere come unica grande priorità il supporto ai propri consulenti. Nella misura in cui la relazione professionista/cliente non è il core business e la priorità nel mandato dell’azionista/proprietario, oltre che del management, nascono i potenziali conflitti di interesse che snaturano gli obiettivi e creano potenziali distorsioni.”

Interrogato sulle ambizioni di Banca Generali, Mossa ha risposto: “I nostri numeri sono straordinari e fotografano al meglio l’eccellenza dei nostri professionisti e della nostra squadra di persone al loro servizio. In 12 mesi 5,698 miliardi di raccolta ci collocano al vertice del mondo Assoreti con una media di raccolta pro-capite 1,5 volte superiore al benchmark del comparto, che sale a 3 volte nel gestito. I portafogli medi superano i 25 milioni e il peso delle masse private, appartenenti ai clienti sopra i 500 mila euro, sono oltre il 60% del totale dei circa 48 miliardi. Questi risultati sono il corollario del nostro modo di pensare e di curare la relazione con il cliente. Il nostro punto di forza è proprio l’unicità e la qualità del servizio. Ed è quello che vogliamo continuare ad innovare: il nostro modello di essere banca”.

Infine, chiamato in causa sul futuro della professione del consulente finanziario, l’Amministratore Delegato di Banca Generali ha affermato: “Le nuove frontiere del tech renderanno sempre più importante la nostra professione per aiutare i clienti a proteggere i propri patrimoni e centrare i propri bisogni. Avremo strumenti sempre più funzionali con al centro sempre un professionista in grado di prendersi cura delle esigenze complessive in ambito patrimoniale delle famiglie. La tecnologia valorizzerà la qualità e non la standardizzazione. Il supermercato, anche con scaffali intelligenti, resta sempre tale, mentre la composizione di un puzzle di servizi e garanzie intorno alle proprie esigenze è un qualcosa che si affida a persone di fiducia e competenza. Noi lavoriamo in questa direzione, facendo private banking in modo unico e distintivo, e portando servizi di qualità, finora prerogativa solo di investitori istituzionali, alle famiglie. La tecnologia è il nostro primo alleato per alzare l’asticella delle soluzioni per i clienti. Tra 10 anni il nostro settore sarà ancora più protagonista”.